Agrometereologia in Calabria a cura di Crati s.c.r.l.

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    Afide delle malvacee e delle cucurbitacee : Aphis gossypii



    Aphis gossypii

    • Informazioni generali         TOP

    Aphis gossypii viene comunemente chiamato Afide delle malvacee e delle cucurbitacee. La classificazione di questo parassita è la seguente:
    Phylum: Arthropoda; Ordine: Homopthera; Famiglia: Aphididae; Genere: Aphis; Specie: gossypii

    • Per riconoscere il parassita         TOP

    Il parassita presenta una forma alata ed una forma attera. La forma alata ha una lunghezza di circa 2 mm, il capo, il torace e i sifoni neri, mentre l'addome è di colore variabile. La forma attera presenta una lunghezza di 1,6-2 mm; il corpo è di colore variabile, spesso giallo verdastro, fino al nerastro, con leggera pruina cerosa; i sifoni sono neri; la codicola è munita di setole.

    • Il suo ciclo vitale         TOP

    Gli afidi sono insetti eterometaboli. Gli stadi giovanili sono spesso quattro sia per le forme alate (neanide di I e II età , preninfa, ninfa) che per le attere (neanide di I, II, III e IV età ). Nelle forme attere le neanidi differiscono dagli adulti per pochi caratteri come il minor numero di antennomeri, la differente lunghezza e forma di codicola e sifoni. Gli afidi sono noti per il loro grande potenziale riproduttivo; da pochi individui, infatti, è possibile ottenere centinaia di discendenti. Caratteristica degli afidi è la capacità di riprodursi senza bisogno di accoppiamento (per partenogenesi) che in alcune specie è associata alla riproduzione sessuale (anfigonica). La partenogenesi fa sì, che ciascun genotipo sia rappresentato da molti individui e quindi una popolazione afidica (spesso anche una medesima colonia) può ritenersi costituita da un insieme di cloni. Gli afidi comprendono specie ovipare (che depongono uova) e specie ovi-vivipare (l´uovo si schiude immediatamente o partoriscono i nuovi individui). In alcune specie l´oviparità è abbinata alla riproduzione sessuale e la viviparità alla partenogenesi. Spesso il risultato della viviparità, in combinazione con la partenogenesi, dà luogo al fenomeno dell´inscatolamento delle generazioni, in cui nelle femmine sono in avanzata formazione non solo le figlie ma anche le nipoti; ciò è causa della eccezionale capacità riproduttiva degli afidi.
    Il numero annuo di generazioni è, di solito, elevato: superiore a 20 in campo e a 50 in laboratorio; la fecondità individuale, invece, è piuttosto bassa (una femmina produce, in media, 30-40 neanidi). In particolare l'Aphis gossypii presenta l´olociclo eteroici omotopo, il paraciclo e l´anolociclo sugli ospiti secondari.
    Per comprendere meglio descriviamo brevemente il ciclo vitale degli afidi:
    Il ciclo biologico degli afidi è abbastanza semplice in alcune specie ma estremamente complesso in altre. Il ciclo può essere caratterizzato dal tipo di generazioni ed avremo: a) ciclo detto olociclo, quando nell´arco di un anno, si verificano più generazioni partenogenetiche ed un´unica generazione anfigonica finale.
    b) ciclo detto paraciclo, quando la generazione anfigonica manca per qualche anno.
    c) ciclo detto anolociclo, quando la generazione anfigonica scompare del tutto.
    Il ciclo può essere caratterizzato dal numero di specie vegetali coinvolte ed avremo:
    a) ciclo detto monoico, quando si svolge interamente su di una sola specie vegetale
    b) ciclo detto eteroico, quando si svolge su due o più specie di piante ospiti.
    Infine, il ciclo si definisce omotopo quando si compie sempre sulla stessa parte della pianta ed eterotopo quando si compie, in alternanza, su parti diverse (es. chioma-radici o viceversa).

    • Dove vive e come vive         TOP

    Gli afidi sono diffusi prevalentemente nei climi temperati. Si nutrono dei succhi cellulari o della linfa elaborata delle piante, che prelevano pungendo le cellule (nutrizione parenchimatica) o perforando i tubi floematici (nutrizione floematica). In quest´ultimo caso, essi ricevono la linfa per capillarità senza compiere alcuno sforzo di aspirazione, ma iniettando notevoli quantità di saliva. A causa del basso contenuto di amminoacidi nell´alimento, gli afidi sono "costretti" a ingerire cospicui volumi di linfa i cui zuccheri si accumulano nell´ampolla rettale per essere poi emessi sotto forma di melata. Questa si stratifica sui rami e sulle foglie attirando e fornendo nutrimento a molti insetti glicifagi (Mosche, Sirfidi, Formiche, Vespe ed Api). Aspetto negativo della presenza di melata è che costituisce un ottimo substrato per lo sviluppo delle fumaggini.

    • I danni che causa         TOP

    I danni arrecati dagli afidi alle piante di solito si manifestano rapidamente e sono notevoli. Essi possono essere distinti in danni diretti e danni indiretti.
    Per quanto riguarda i danni diretti, le colonie afidiche infestano le foglie, preferibilmente quelle più giovani, i fiori e i giovani frutti provocando deperimenti vegetativi ed avvizzimento di fiori e frutticini appena formati. Nel caso di piante fortemente attaccate i danni consistono in:
    - riduzione del peso fresco e secco sia della chioma che delle radici;
    - raccorciamento degli internodi con conseguente riduzione dell'altezza delle piante e della lunghezza dei germogli;
    - diminuzione del numero e della superficie delle foglie e del numero e pezzatura dei frutti;
    - caduta delle foglie e dei frutti associata ad un quadro di generale debilitazione della pianta che, per le specie arboree, può interessare più cicli produttivi. Questo grave deperimento è conseguenza sia della sottrazione di linfa elaborata (quindi sostanze nutritive ed ormoni di crescita) che della immissione di saliva la quale, entrando nella circolazione floematica, provoca un aumento della respirazione in tutto l´organismo vegetale;
    - deformazioni del germoglio e della foglia. Pungendo le parti in accrescimento, gli afidi possono, inoltre, indurne la deformazione sottoforma di accartocciamenti o arrotolamenti (pseudogalle) o con la formazione di vere e proprie galle. Le deformazioni sono causa di deprezzamento della produzione.
    In alcuni casi (es. Aphis fabae su fava), leggere infestazioni possono avere un effetto benefico sulla produzione (effetto cimatura).
    I danni indiretti sono dovuti alla trasmissione di virus e allo sviluppo delle fumaggini che proliferano sugli escrementi zuccherini o melata degli afidi. Inoltre, particolarmente sugli ortaggi da foglia, la presenza di afidi sul prodotto edule provoca un notevole deprezzamento qualitativo.

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