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Uncinola necator, comunemente chiamato Oidio o
mal bianco, nebbia o manna, è un
fungo del gruppo degli ascomiceti. Trae il suo nome comune dall´aspetto polverulento bianco o farinoso del fungo sulle foglie, sui piccioli, sui fusti giovani, sulle gemme e sui fiori delle piante infettate.
L´oidio colpisce tutti gli organi verdi della vite:
foglie, germogli e grappoli. Sulle foglie, le prime manifestazioni del
fungo si caratterizzano per un´increspatura del lembo che si deforma,
particolarmente sulle giovani foglie. I primi sintomi fogliari sono spesso
difficili da osservare. Sulla superficie della pagina superiore, compaiono delle
leggere decolorazioni che possono essere confuse con le «macchie d´olio» della
peronospora. Sulla faccia inferiore, in corrispondenza di queste macchie, sotto
il micelio del fungo, si può osservare una decolorazione brunastra
corrispondente alle cellule infettate. In seguito, le necrosi fogliari diventano
ben visibili sia nella pagina inferiore sia superiore e si caratterizzano per la
presenza di un feltro polveroso bianco grigiastro, che produce una gran quantità
di conidi (spore formate asessualmente). Un odore caratteristico di muffa
accompagna i focolai infetti. Alla fine dell´estate compaiono, in modo
irregolare su tutti gli organi colpiti, dei piccoli corpi globosi dapprima
giallastri, appena visibili ad occhio nudo, poi bruno nerastri. Sono i
cleistoteci, organi della fase sessuata. Sui germogli infetti compaiono
piccole macchie bianche che poi s´ingrandiscono con l´estensione del micelio e
confluiscono formando larghe zone brunastre e ramificate. Nel periodo invernale
queste macchie si ritrovano sui tralci maturi e assumono un colore bruno
rossastro, indicando così l´entità delle infezioni occorse durante il precedente
ciclo vegetativo. Le infezioni primarie possono essersi originate da frammenti
di micelio che hanno svernato nelle gemme. In questo caso, l´intero germoglio
appare imbiancato e prende l´aspetto di una bandiera a mezz´asta quando le
cacciate hanno raggiunto i 30-50 cm di lunghezza. Le infiorescenze
possono essere infettate prima o poco dopo la fioritura; esse si ricoprono di
una lanugine grigiastra, la loro crescita è inibita, abortiscono e cadono. Le
infiorescenze e i giovani acini sono particolarmente sensibili all´oidio.
L´infezione degli acini è possibile fino al momento in cui essi contengono circa
l´8% di zucchero, che corrisponde, secondo i vitigni, più o meno all´invaiatura.
Le cellule dell´epidermide degli acini infettati sono distrutte dal fungo e non
possono accompagnare l´accrescimento in volume della polpa sottostante. Gli
acini pertanto si fendono, seccano o possono essere infettati successivamente
dalla muffa grigia. Le infezioni tardive si manifestano con la presenza di
macchie reticolate, di colore grigio brunastro, che circondano completamente
l´acino.
L´Uncinola necator è un ascomicete parassita obbligato delle Vitacee.
Le sue ife (filamenti
miceliari) sono superficiali, segmentate e ialine (4-5 µm di diametro); esse
formano gli appressori responsabili della penetrazione nell´ospite. All´interno
delle cellule epidermiche si formano gli austori che assorbono gli elementi
nutritivi necessari allo sviluppo del fungo.
La riproduzione asessuata è assicurata da
conidiofori a setti multipli (10-400 µm di lunghezza), eretti perpendicolarmente
al micelio strisciante. Catene di 3-5 conidi (27-47 x 14-21 µm) ialini,
cilindrici e ovoidi, si formano sui conidiofori.
Gli organi sessuati, o cleistoteci (85-150 µm
di diametro) sono nati dalla fusione di due ife di segno opposto. Essi sono
globosi, di colore dapprima bianco giallastro, poi bruno nerastro quando
raggiungono la maturità. L´involucro dei cleistoteci è ornato da appendici
filiformi settate (lunghezza: da tre a sette volte il diametro dei cleistoteci):
sono i fulcri, le cui estremità sono ricurve a forma di uncino. Ogni
cleistotecio contiene da quattro a sei aschi ovoidi o piriformi (50-60x 25-40
µm), che racchiudono da quattro a sette ascospore ovoidi o ellissoidi, ialine,
che misurano 15-25 x 10-14 µm. Le ascospore, come i conidi, in seguito alla
germinazione formano delle ife corte, all´estremità delle quali si differenziano
rapidamente degli appressori.
L´Oidio della vite h un fungo originario dell´America del Nord ed è la prima malattia della
vite ad essere stata introdotta in Europa. Sverna sotto forma di micelio nelle gemme
dormienti e/o sotto forma di cleistoteci, alla superficie degli organi colpiti,
in particolare nella corteccia dei ceppi. In primavera, le infezioni primarie
possono provenire dalle gemme che ospitano le ife del fungo le quali possono
infettare interi germogli che, per il tipico aspetto, sono denominati
«bandiere». Al contrario, se le infezioni primarie sono originate da ascospore,
i focolai infettivi si riscontrano soprattutto sulle foglie più vicine alla
corteccia. Per i conidi, la temperatura sembra essere il fattore determinante la
sporulazione e l´infezione (ottimo: 20-27 °C); le condizioni richieste per lo
sviluppo delle ascospore non sono ancora note. Cleistoteci possono essere
osservati anche nelle nostre condizioni climatiche, ma il ruolo epidemiologico
delle ascospore come fonte primaria d´infezione resta da dimostrare. I conidi
dell´oidio non hanno bisogno d´acqua per svilupparsi e costituiscono pertanto
un´eccezione nell´ambito dei funghi. La germinazione dei conidi è possibile
anche in condizioni di umidità relativa inferiore al 20%. Invece, una forte
umidità relativa dell´aria favorisce la sporulazione. L´esperienza dimostra che
le infezioni sono in generale precoci. Quando i primi sintomi sono visibili, è
ormai molto difficile contenere l´oidio.
I danni provocati dall'Oidio alla vite sono stati descritti nel paragrafo dedicato al riconoscimento del fitoparassita. Il princio attivo più utilizzato contro l'Oidio è lo zolfo, sia sotto forma bagnabile, che per applicazioni in polvere. L´efficacia
dello zolfo è legata alla sua fase di vapore; perciò il fattore limitante è
costituito dalla temperatura (ottimo: 25-30 °C; limite di efficacia: >18 °
Infezione degli acini al momento della chiusura del grappolo).
La polvere agisce direttamente sul
fungo grazie al suo effetto vapore, lo zolfo bagnabile agisce unicamente per
contatto in modo preventivo.
La lotta contro l´oidio è di tipo preventivo. Quando i sintomi sono ormai visibili,
solo lo zolfo in polvere può debellare la malattia; in queste condizioni, tutti
gli altri prodotti sono inefficaci. Le applicazioni devono essere effettuate con
tempo caldo e secco e ripetute dopo le precipitazioni.
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